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Il Comune, uno dei centri più antichi della Val Chisone, è situato in un'ottima posizione soleggiata sul versante sinistro orografico della valle ed arroccato alle falde del complesso montuoso dell'Orsiera.
Il
suo nome deriva dell'antico Uxello o Ocellum, per lungo tempo erroneamente associato al famoso borgo Uxelum, citato da Giulio Cesare nel suo De bello gallico, quale confine della Gallia Citeriore.
Nel
territorio comunale che comprende, oltre al capoluogo le quattro frazioni di Balboutet, Laux, Fraisse e Pourrières, si estendono in parte due Parchi naturali, l'Orsiera-Rocciavré e il Gran Bosco di Salbertand, e il restante territorio è gestito a riserva di caccia.
La
sua economia è basata essenzialmente sull'agricoltura e l'allevamento, sull'artigianato del legno e sul turismo.
Il
capoluogo è un piccolo gioiello rurale ancora integro, che oltre alla Parrocchiale di S. Pietro dell'epoca di Luigi XIV, offre all'interno del villaggio, interamente lastricato, un percorso davvero interessante: si possono ammirare baite in pietra e legno, stalle, un forno e un mulino funzionante restaurato, nonché alcune fontane settecentesche, il lavatoio e i moderni murales che danno un tocco di colore alle pareti delle case.
Ricordiamo
ancora il borgo del Laux, che fu uno dei primi villaggi in cui si insediarono i profughi valdesi ed è situato su un ridente pianoro, reso famoso dal suo laghetto alpino su cui si specchia l'imponente Rocca del Laux.
Balboutet,
un villaggio la cui Chiesa di S. Bartolomeo, ricostruita in forme neoclassiche, ne riassume la storia, in quanto fu dapprima cattolica, poi valdese ed infine nuovamente cattolica. Piccolo ed ancor integro borgo rurale, vanta la maggior presenza di allevamento bovino della valle. Offre un interessante percorso di 20 meridiane e orologi solari.
Pourrierès
che vanta alcune interessanti meridiane e nella cui Parrocchiale si trova una pietra battesimale, ora trasformata in acquasantiera, che la tradizione fa risalire al sec. XVI.
Fraisse,
centro di falegnameria e di artigiani del legno.
Degna
di nota è infine la zona delle fortificazioni sul crinale tra la Val Chisone e la Val di Susa. Salendo da Balboutet si raggiunge il bellissimo pianoro di Pian dell'Alpe e subito sopra il Colle delle Finestre che anticamente era una via di comunicazione con la Val di Susa, dove si trovano i ruderi di una fortezza seicentesca, poi rimaneggiata.
Sulla
fiancata del Monte Pintas, sopra il Colle, si possono scorgere le rovine evidenti dei trinceramenti settecenteschi. Proseguendo per l'ardita strada militare, superata la grande mole del Forte del Gran Serin, si arriva al Colle dell'Assietta, un rimarchevole punto panoramico che spazia su buona parte delle montagne alpine fino alla Val d'Aosta e al Delfinato. Questi luoghi furono teatro della famosa ed importante battaglia del 1747, che durante la guerra di successione austriaca vide le truppe austro-piemontesi definitivamente vittoriose su quelle dei francesi. Di quell'evento rimangono ancora alcuni trinceramenti e, la ricorrenza annuale a metà luglio della "Festa del Piemonte" proprio al Colle dell'Assietta.
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